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La goccia di sudore di Maometto…

.. caduta dal Paradiso: il riso.

 

l’usanza di gettare il riso sul capo degli sposi è di origine indiana. Questa pianticella venne introdotta per la prima volta nel Mediterraneo da Alessandro Magno dopo la sua spedizione in Oriente. In Italia la coltivazione del riso (Oryza Sativa) si è radicata sulla scia degli Arabi che lo consideravano sacro: affermavano infatti che fosse germinato da una goccia di sudore di Maometto caduta dal paradiso. in tutte le tradizioni orientali il cibo è cibo divino, simbolo di vita, di generazione, fertilità ed abbondanza. La venerazione orientale per il riso non è ingiustificata e corrisponde al suo valore alimentare; privo di glutine, energetico, altamente digeribile e saziante.

Questo cereale era conosciuto in Italia molto prima che ne iniziasse la coltivazione, perché era considerato una spezia e venduto per scopi terapeutici. Qualche traccia della sua presenza si trova già in documenti del 1390, ad oggi però non è ancora chiaro a chi si debba attribuire l’introduzione di questo cereale nella nostra penisola. Nel 1468 fu inaugurata la prima risaia in Lombardia e da qui le coltivazioni si diffusero poi in tutta la pianura padana, a seguire in Emilia ed in Toscana. Prima della patata, prima del mais, il riso è la derrata agraria che a pari di superficie coltivata si è dimostrata capace di alimentare il maggior numero di persone, oltre che l’unica adatta a vivere in terreni paludosi.

Secondo Catia Trevisani “Il riso sviluppa intuizione e sensibilità spirituale”. Il consiglio di Confucio: “Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo”.

Fonti: Evelyne Bloch-Dano, “La favolosa storia delle verdure”.

A cura di: Federica Bombelli.

PH: Web



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