Pisello da favola

Un pisello “da favola”…

“C’era una volta…

 

un principe che voleva sposare una principessa, ma doveva essere una vera principessa”. Così comincia il racconto di Hans Christian Andersen La principessa sul pisello. Girò tutto il mondo per trovarne una, ma invano… una notte, fuori c’era un tempo orribile, qualcuno bussò alla porta. Era una ragazza, bagnata fradicia. Tuttavia sosteneva di essere una vera principessa. “Questo lo vedremo!” mormorò malvagia la regina madre. Entrò nella stanza degli ospiti, tolse la biancheria dal letto e mise sul fondo un pisello. Poi vi depose sopra venti materassi, e, sopra i materassi venti cuscini di piume. Il mattino dopo chiesero alla principessa come aveva dormito. “Orribilmente! Non ho quasi chiuso occhio. Ero coricata su qualcosa di duro e sono tutta un livido blu e marrone! E’ stata una cosa terribile!” “Il principe” commenta il narratore, “finalmente persuaso di aver incontrato una vera principessa, la prese in sposa, il pisello andò a finire in un museo, dove si può vederlo ancora oggi, se nessuno lo ha portato via. E questa è una storia vera!” Conclude l’autore con spirito.

Il pisello ha una lunga storia. Le prime tracce risalgono al Neolitico antico, tra il 7000 ed il 6000 a.C. in Medio Oriente. La sua esistenza allo stato selvatico si perde nella notte dei tempi: i semi provenienti dal periodo tra il 6000 e il 5000 a.C. erano già coltivati, dunque il pisello è una delle più antiche piante prodotte nella storia dell’umanità insieme ad altre leguminose come le lenticchie o i ceci. Il pisello è menzionato in tutte le Cronache ed è presente nei racconti e in fiabe come Cenerentola, dove la sventurata ragazza deve raccogliere fave e piselli gettate nella cenere dalla tremenda matrigna.

Per Grimold de la Reyniere il pisello è “la più tenera e la più delicata delle verdure”, “il principe delle portate”. Oggi ne vengono coltivate diverse varietà: pisello foraggero, comune, mangiatutto detto anche taccola e roveja o pisello dei campi. Nel mondo esistono migliaia di varietà, risultato di un paziente lavoro di selezione. Ma ciascuna presenta caratteristiche della famiglia delle leguminose o fabacee: la forma dei fiori a farfalla, il frutto nel baccello, la capacità di fissare l’azoto dell’atmosfera. Il pisello è una pianta annuale, autogama e le cui caratteristiche sono diverse a seconda della varietà: fiori bianchi, rosa o viola, assiali o terminali, steli lunghi o corti, semi lisci o rugosi, di colore giallo o verde eccetera.

Dalla preistoria al genoma, il pisello segue passo passo la storia dell’uomo: cibo, motivo di meraviglia, eroe del racconto o della fiaba per bambini buoni, parola d’amore (My sweet pea, canta Alain Souchon). Lo sgraniamo nella solitudine della cucina o chiacchierando in famiglia. Per Proust, i piselli sono “allineati e numerati come le biglie verdi in un gioco”; per Philippe Delerm: “Sgranare piselli non è un’attività concepita per spiegare, ma per seguire il ritmo, il leggero controtempo…”.

Fonti: Evelyne Bloch-Dano, “La favolosa storia delle verdure”.

A cura di: Federica Bombelli.

PH: Web



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